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31.08.2026

Fiumi in magra, si aprono le scorte

Il Delegato all'approvvigionamento economico del Paese ha autorizzato dal 1° settembre il ricorso temporaneo e contingentato alle scorte obbligatorie di mangimi proteici, una decisione fuori dall'ordinario che dice quanto il clima di questa estate stia arrivando dentro le stalle svizzere.

All'origine della difficoltà c'è il livello dell'acqua, perché il Reno e il Danubio sono in magra da settimane e le chiatte che riforniscono l'Europa centrale caricano soltanto una frazione della loro portata, mentre la strada e la ferrovia, chiamate a compensare, sono già impegnate da altre merci.

Sul mercato mondiale gli alimenti proteici restano disponibili in quantità sufficienti e a mancare è soltanto la possibilità di farli arrivare a destinazione, mentre per gli altri beni d'importazione vitale l'approvvigionamento resta assicurato.

Al centro della vicenda c'è la farina di soia, il residuo dei semi una volta estratto l'olio, ricca di proteine e destinata ai mangimi composti insieme ai cereali per l'allevamento di bovini, suini e pollame, per la quale la Svizzera dipende quasi interamente dall'estero.

L'autorizzazione consente di prelevare entro la fine di febbraio 2027 un massimo del 20% del totale, pari a quasi 16'000 tonnellate, mentre in caso di peggioramento il Dipartimento federale competente potrà liberare per ordinanza l'intero volume delle riserve, che appartengono alle imprese e coprono due mesi di fabbisogno.

A restringere il margine contribuisce la siccità, che ha ridotto il foraggio grezzo e lascia le aziende con meno fieno nei fienili e meno proteine sul mercato.

Un precedente esiste, perché nel 2018, durante un'altra magra del Reno, la stessa riduzione venne concessa senza che poi le riserve fossero intaccate.

La razione di una stalla resta il primo anello di una catena che termina sulla tavola, e una secca fluviale lontana centinaia di chilometri finisce per riguardare la carne, il latte e le uova.

Articolo a cura della Redazione.

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