19.09.2026
Ambiente, i numeri che toccano la tavola
L'Ufficio federale di statistica ha pubblicato il 7 settembre la Statistica tascabile 2026 sull'ambiente, una raccolta di dati che interessa anche chi si occupa di vino e di cucina, perché parla della terra, dell'acqua e del clima da cui dipende ciò che arriva nei bicchieri e nei piatti.
Il primo dato riguarda il suolo: in trentatré anni le superfici d'insediamento, cioè case, strade, zone industriali e altre aree urbanizzate, sono cresciute del 31%, pari a 777 chilometri quadrati, sottratti in gran parte ai terreni agricoli.
Anche il clima lascia pochi dubbi, perché dal 1864, anno d'inizio delle misurazioni, i dieci anni più caldi sono stati tutti registrati dopo il 2010 e fino al 2025 il più caldo è il 2022, un dato che chi lavora in vigna osserva da vicino.
Negli ultimi dieci anni sui campi sono finite in media ogni anno 94'000 tonnellate di azoto e 5'700 di fosforo in più di quelle portate via con i raccolti, un sovrappiù che resta nell'ambiente.
Nei fiumi e nei laghi l'inquinamento da nitrati e fosforo è in calo da decenni, anche se i valori più alti si misurano ancora nelle zone agricole.
Secondo le liste rosse, il 36% delle specie di piante, funghi e animali presenti in Svizzera è minacciato, già scomparso dal Paese o estinto.
Le zone d'importanza nazionale dedicate soprattutto alla protezione di specie e habitat coprono il 7% del territorio svizzero.
Un segnale arriva anche dai consumatori, visto che nel 2023 circa 12,5 franchi su 100 spesi dalle famiglie per cibo e bevande sono andati a prodotti biologici, una quota in crescita rispetto alla fine degli anni Novanta.
Nel 2024 i rifiuti urbani sono stati 667 chili pro capite, riciclati al 52% con la raccolta separata, e il consumo totale di acqua potabile, calato del 21% dal 1990, valeva 277 litri pro capite al giorno, usi non domestici compresi.
Per un settore che vive di terra, acqua e clima, sono cifre che valgono più di qualsiasi dichiarazione d'intenti.
Articolo a cura della Redazione.