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04.07.2026

Vino svizzero: residui e grado alcolico

Una campagna di controllo del Laboratorio cantonale ha messo sotto la lente il contenuto di pesticidi e di metalli di particolare rilevanza tossicologica nei vini, con attenzione prioritaria alle produzioni di origine svizzera.

Accanto alla ricerca dei residui organici e inorganici, è stata verificata anche la correttezza dell'indicazione del grado alcolico riportata in etichetta.

Il campionamento ha interessato 20 vini: 17 rossi, 2 bianchi e 1 rosato.

Diciassette bottiglie provenivano dalla Svizzera, una delle quali a produzione biologica, e tre dall'Italia.

I prelievi sono stati effettuati presso importatori e grossisti, oppure direttamente dai produttori.

Sul fronte dei residui il verdetto è rassicurante: tutti i vini esaminati sono risultati conformi ai requisiti legali.

Nei due bianchi e in due rossi, tra cui quello biologico, non è stata rilevata alcuna traccia di residui.

Nei restanti rossi e nel rosato il numero di sostanze individuate oscilla da un minimo di due a un massimo di sette, un intervallo in linea con quanto osservato negli anni precedenti.

Capitolo metalli pesanti.

Arsenico e cadmio sono risultati non rilevabili analiticamente oppure presenti a livelli di assoluto sottofondo in tutti i campioni.

Il piombo compare in tracce, con una media di 0.02 mg/kg, nettamente al di sotto del limite massimo consentito, fissato a 0.2 mg/kg, e anch'esso coerente con le rilevazioni degli scorsi anni.

L'unica nota stonata emersa dalle analisi riguarda l'etichettatura.

Sul fronte del tenore alcolico (% vol.) due vini sono risultati non conformi, poiché il valore misurato in laboratorio si discostava di oltre lo 0.5 per cento rispetto a quanto dichiarato sulla bottiglia.

Una tolleranza superata che, pur non comportando rischi per il consumatore, incide sulla correttezza dell'informazione al pubblico e sulla trasparenza commerciale.

Articolo a cura della Redazione.

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