01.05.2026
Caglio vegetale, nuova arte casearia
Nella Svizzera del formaggio, dove il latte incontra rame, legno e pazienza, il caglio vegetale apre una pagina discreta ma significativa.
Non è soltanto una scelta etica: è una diversa interpretazione della tecnica casearia, capace di incidere su consistenza, maturazione e profilo aromatico.
La coagulazione è il cuore del processo.
Tradizionalmente affidata al caglio animale, oggi può avvenire anche grazie a enzimi di origine vegetale o microbica.
Questi coagulanti agiscono sulle proteine del latte, favorendo la formazione della cagliata.
Da lì inizia il lavoro del casaro: taglio, spurgo, riscaldamento, pressatura, salatura e affinamento.
Il risultato non dipende solo dal tipo di caglio.
Un formaggio ben fatto nasce dall'equilibrio tra qualità del latte, acidificazione, temperatura, dimensione del taglio della cagliata e durata della maturazione.
Nei formaggi freschi, il caglio non animale può valorizzare pulizia gustativa e delicatezza lattica; nelle paste più strutturate richiede invece precisione, perché ogni variazione enzimatica può riflettersi sulla texture e sull'evoluzione aromatica.
La sfida, per la produzione casearia svizzera contemporanea, è mantenere identità e profondità senza rinunciare all'innovazione.
Il caglio vegetale non cancella la tradizione: la interroga.
E quando la mano del casaro governa bene il processo, il formaggio che nasce non è una copia alternativa, ma una forma nuova di sapere alpino.
Articolo a cura della Redazione.