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15.04.2026

IVA hotel, sconto in bilico fino al 2035

Per l'ospitalità svizzera si apre una fase di tregua, ma senza brindisi: il Consiglio federale ha adottato oggi il messaggio sull'aliquota speciale IVA per le prestazioni alberghiere, confermando la volontà di mantenere il tasso del 3,8 per cento oltre il 2027, ma solo fino alla fine del 2035.

La decisione dà seguito alla mozione Friedli, che chiedeva certezze per il turismo, uno dei motori più visibili dell'economia alpina e della filiera enogastronomica.

Per hotel, locande e strutture ricettive, infatti, il tema fiscale non riguarda soltanto i pernottamenti: incide sulla competitività delle destinazioni, sulla capacità di investire e sull'attrattiva complessiva di territori dove accoglienza, cucina e prodotti locali viaggiano insieme.

Il Governo, però, non cambia giudizio politico.

Pur riconoscendo il peso economico del comparto, ritiene che l'attuale salute del settore alberghiero, reduce da anni di risultati record, non giustifichi più un sostegno di questa natura.

Da qui la scelta di non chiedere al Parlamento l'approvazione del progetto e di ribadire che l'eventuale proroga dovrà essere riletta nel più ampio dossier sulla facoltà di riscuotere l'IVA, anch'essa limitata al 2035.

Sul tavolo resta anche il conto per le finanze federali: dal 2028, la prosecuzione dell'aliquota speciale comporterebbe minori entrate per circa 300 milioni di franchi l'anno.

Tradotto per il mondo dell'ospitalità: il vantaggio fiscale resta, ma con una data impressa in etichetta.

Per il turismo svizzero è una boccata d'ossigeno; per Berna, una concessione a tempo, da rimettere presto nel calice della politica fiscale.

Articolo a cura della Redazione.

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