20.03.2026
Prezzi su, cacao amaro per la Schoggi
Nel 2025 la dolcezza della nostra "Schoggi", come in Svizzera chiamiamo il cioccolato, si confronta con una realtà più complessa.
I numeri parlano chiaro: i volumi calano, ma il valore cresce, segnando una svolta per uno dei simboli del nostro Paese.
Secondo Chocosuisse, le vendite complessive si sono attestate a 192'548 tonnellate, in calo del 7,9% rispetto al 2024.
A pesare è soprattutto l'export, che rappresenta oltre il 70% della produzione e registra una flessione del 9,3%, mentre il mercato interno scende del 4,4%.
Nonostante ciò, il fatturato del settore raggiunge 2,47 miliardi di franchi, con un aumento dell'11,8%.
Il motivo è l'impennata senza precedenti del prezzo del cacao, che ha spinto verso l'alto i listini lungo tutta la filiera.
Anche i consumi interni riflettono questa pressione: ogni svizzero consuma oggi in media 10,3 kg di cioccolato all'anno, in calo del 2,7%.
Parallelamente cresce la quota delle importazioni, che raggiunge circa il 41% del mercato nazionale, segno di una concorrenza sempre più incisiva.
La Schoggi va oltre il prodotto: è identità nazionale, memoria gastronomica e biglietto da visita della Svizzera nel mondo.
Ma oggi questa eccellenza si trova a operare in un contesto globale segnato da instabilità climatica, tensioni sulle materie prime e cambiamenti nei comportamenti d'acquisto.
Si delinea così una trasformazione strutturale: meno volume, più valore.
Una "premiumizzazione" che rischia però di restringere il consumo e ridefinire il posizionamento del cioccolato svizzero, sempre più orientato verso fasce alte di mercato.
La sfida per il nostro Paese sarà mantenere l'equilibrio tra accessibilità e qualità, senza perdere ciò che rende unica la Schoggi: la capacità di coniugare eccellenza artigianale e forza industriale.
Perché, oggi più che mai, anche il cioccolato deve fare i conti con un mondo che cambia, e con un cacao sempre più prezioso.
Articolo a cura della Redazione.