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13.03.2026

Vino svizzero, nuove regole per l'import

Il vino svizzero cerca di difendere il proprio spazio in un mercato sempre più competitivo.

A Berna il Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca ha aperto la consultazione su una modifica dell'ordinanza sul vino che potrebbe cambiare il sistema di distribuzione delle quote di importazione nel Paese.

L'obiettivo è sostenere la produzione nazionale in un contesto segnato da consumi in calo e da una forte concorrenza internazionale.

La proposta riguarda la ripartizione del contingente doganale previsto dagli accordi dell'Organizzazione mondiale del commercio.

In futuro le quote di importazione non verrebbero più assegnate solo secondo criteri storici o commerciali, ma anche in base alla cosiddetta "prestazione interna".

In pratica verrebbero favoriti gli operatori che acquistano e trasformano uva svizzera.

Le aziende che sostengono direttamente la viticoltura locale, acquistando uve indigene e vinificandole nelle proprie cantine, riceverebbero una quota maggiore dei diritti di importazione.

Il meccanismo punta a creare un circolo virtuoso: più sostegno ai viticoltori, maggiore valore alla produzione interna e una filiera più equilibrata tra cantine, commercio e territorio.

La misura nasce da un confronto avviato nell'agosto 2025, quando il consigliere federale Guy Parmelin aveva convocato a Berna una tavola rotonda con rappresentanti del settore e dei Cantoni.

L'incontro aveva evidenziato le difficoltà del comparto, tra vendite stagnanti, pressione dei vini esteri e cambiamento delle abitudini di consumo.

Negli ultimi mesi la Confederazione ha già introdotto alcune misure di sostegno, tra cui il mantenimento di nove milioni di franchi l'anno per la promozione del vino svizzero e fondi supplementari per accompagnare le trasformazioni del settore.

La consultazione pubblica resterà aperta fino a giugno 2026.

In autunno il Consiglio federale valuterà le osservazioni ricevute e deciderà se introdurre definitivamente la modifica.

Articolo a cura della Redazione.

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