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29.08.2025

Vendemmia: tra tradizione e innovazione

Il profumo dell'uva tra i filari, le mani che afferrano i grappoli, il rumore delle forbici che si chiudono: la vendemmia è da sempre un rito agricolo, culturale e sociale.

Un momento che segna il passaggio dall'estate all'autunno e che porta con sé storie, fatiche e speranze racchiuse in ogni acino.

Oggi questo rito si divide tra due strade: quella manuale, custode della tradizione, e quella meccanica, simbolo di modernità ed efficienza.

Due approcci diversi, due visioni del vino, ma un unico obiettivo: portare in cantina il frutto migliore.

La vendemmia manuale rimane l'immagine più poetica della viticoltura.

Grappolo dopo grappolo, l'uomo decide cosa raccogliere con uno sguardo attento alla maturazione e alla sanità dell'uva.

È il metodo preferito per i vini di alta qualità, dove la selezione è fondamentale e l'integrità del frutto garanzia di finezza.

Nei vigneti terrazzati o in forte pendenza, spesso è l'unica possibilità.

Il limite?

Costi elevati e tempi lunghi, sempre più difficili da sostenere per le grandi superfici.

Sul fronte opposto, la vendemmia meccanica è rapida ed efficiente.

In poche ore, macchine sofisticate vendemmiano ettari di vigneti, riducendo i costi e permettendo di intervenire tempestivamente quando le condizioni meteo minacciano il raccolto.

È la scelta più diffusa nelle grandi aziende e nei territori pianeggianti, soprattutto per i vini destinati a produzioni più ampie.

Il compromesso?

Una selezione meno accurata e, talvolta, un rischio maggiore di stress sugli acini.

La verità è che non esiste una vendemmia "migliore" in assoluto.

La scelta dipende dall'identità del vino che si vuole creare.

Sempre più spesso le cantine combinano i due approcci: manuale per le parcelle più pregiate, meccanico per le superfici estese.

Che sia con le forbici in mano o al volante di una vendemmiatrice, la vendemmia resta un momento di magia, comunità e attesa.

Perché, dietro ogni bottiglia, c'è un gesto antico che continua a rinnovarsi: raccogliere l'uva per trasformarla in emozione.

Articolo a cura della Redazione.

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