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25.08.2025

Pressatura dolce: l'arte del vino elegante

Tra le fasi più delicate nella nascita di un vino c'è la pressatura delle uve, un passaggio spesso sottovalutato ma capace di determinare il carattere del prodotto finale.

La pressatura dolce è una tecnica che negli ultimi anni ha conquistato un ruolo da protagonista nelle cantine che puntano alla qualità.

Il suo segreto sta nella delicatezza: invece di esercitare forti pressioni che schiacciano bucce e vinaccioli, liberando tannini verdi e sostanze amare, lavora lentamente, con pressioni basse e progressive, estraendo solo il meglio dell'uva.

Il risultato di questo approccio gentile è il cosiddetto mosto fiore, la prima e più pregiata frazione di succo.

Il mosto fiore è limpido, profumato e ricco di aromi freschi, perfetto per dare vita a vini eleganti e raffinati.

Non è un caso che la pressatura dolce sia particolarmente diffusa nella produzione di vini bianchi e spumanti di alta gamma, dove la purezza e la finezza sono fondamentali.

Questa tecnica, però, richiede investimenti e pazienza.

Servono presse pneumatiche moderne e cicli di lavorazione più lunghi.

Inoltre, la resa è volutamente inferiore: si preferisce rinunciare a qualche litro di mosto per evitare di estrarre componenti indesiderate e preservare la qualità.

È una scelta precisa, quasi filosofica, che privilegia il rispetto per la materia prima rispetto alla quantità prodotta.

La pressatura dolce è, in fondo, un gesto di attenzione verso l'uva.

Significa trattarla con la stessa cura che si riserva a un frutto raro, per custodire e valorizzare la sua essenza più pura.

Ed è proprio questa attenzione che ritroviamo nel bicchiere: vini luminosi, profumati e armoniosi, che raccontano meglio di ogni parola la bellezza e la complessità del loro territorio.

Articolo a cura della Redazione.

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