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25.08.2017

Vendemmia 2017 nella Svizzera italiana

L'annata viticola 2017 presenta un andamento generalmente positivo a livello cantonale, nonostante le parcelle colpite da fenomeni meteorologici estremi come il gelo primaverile e la grandine.

Allo stato attuale, la maggior parte dei vigneti del Cantone Ticino e della Mesolcina risulta in buono stato e la maturazione delle uve è in anticipo di almeno dieci giorni rispetto al 2016.

La qualità della vendemmia si annuncia da buona a ottima, con delle gradazioni zuccherine oggi già relativamente elevate e con un peso medio degli acini considerevole.

Lo stato sanitario del fogliame e dell'uva lascia ben sperare riguardo alle caratteristiche finali delle uve.

A livello quantitativo, la vendemmia potrebbe però scendere sotto la media decennale di 56'000 quintali d'uva.

Le temperature relativamente elevate di fine inverno e inizio primavera hanno indotto un avvio precoce della stagione vegetativa.

Le prime infezioni fungine hanno richiesto un pronto intervento fitosanitario.

Le condizioni meteorologiche favorevoli tra maggio e luglio hanno poi moderato la pressione delle malattie stagionali della vite e, a seconda della regione viticola, hanno permesso l'estensione degli intervalli tra i trattamenti fitosanitari.

Alcuni attacchi di oidio e una recrudescenza del marciume nero sono stati comunque registrati.

Le parcelle di viticoltori in diverse regioni della Svizzera italiana hanno sofferto il gelo primaverile e la grandine, fenomeni conosciuti alle nostre latitudini ma che hanno colpito con una maggiore intensità e frequenza rispetto al passato, provocando danni alle viti e alla raccolta.

Ad aprile, il gelo ha interessato il 10% della superficie viticola cantonale, con un tasso di germogli danneggiati tra il 20% e il 100%.

Le gemme secondarie dei vitigni meno sensibili (Merlot) sono germogliate portando vegetazione e frutti.

Questi ultimi hanno ridotto le perdite di produzione stimate inizialmente, ma presentano un ritardo di maturazione rispetto alle altre uve.

In questo caso, le uve di una stessa parcella raggiungono un grado di maturazione molto eterogeneo.

A livello cantonale, la perdita quantitativa è stimata al 5% della raccolta potenziale ed è suddivisa in modo irregolare tra viticoltori di diverse regioni.

Tra maggio e agosto, la grandine si è abbattuta violentemente in diverse zone (Locarnese, Luganese e Mendrisiotto).

Una superficie viticola di circa 15-20 ettari concentrata fra Gordola e Tenero ha registrato forti danni al raccolto e alle piante.

Nel Luganese, la dispersione delle parcelle sul territorio ha evitato la concentrazione dei danni da grandine, comunque seri nonostante la presenza di reti di protezione.

Ovideposizioni di moscerini "Drosophila suzukii" non sono sinora state osservate e il numero di catture in volo è relativamente basso.

In caso di condizioni meteorologiche favorevoli, l'anticipo fenologico della vite potrebbe permettere di raccogliere le uve con una pressione ridotta delle diverse popolazioni di drosofile.

Tuttavia, i problemi posti dagli attacchi di vespe e uccelli sugli acini e dalla presenza della selvaggina nei vigneti permangono.

La forte presenza della cimice marmorizzata, soprattutto nel Sottoceneri, rappresenta un fattore di rischio riguardo ai danni all'uva (punture, suzioni) e in sede di vinificazione.

Nonostante queste incognite di fine stagione, la Federviti augura a tutti i viticoltori e vitivinicoltori le migliori condizioni e il miglior risultato possibile per la vendemmia 2017, ed esprime solidarietà ai viticoltori colpiti dalle avversità stagionali.

A cura della Commissione Tecnica Federviti

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