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31.07.2017

Casa dolce casa

"A Cà mia e pö pü!", così si potrebbe anche tradurre in dialetto il testo del titolo dell'articolo, che in inglese suona appunto come "Home Sweet Home".

Qualche tempo fa ci è infatti giunto in buca lettere, insieme a molte altre pubblicità, un opuscoletto che recitava: "Home Sweet Home Delivery, i migliori ristoranti di Lugano direttamente a casa tua, con consegne in oltre 50 comuni del Luganese!".

In precedenza avevamo già ricevuto un'altra promozione analoga sempre in inglese che ci aveva molto incuriosito e, conoscendo la grande concorrenza in atto nel nostro piccolo territorio dove opera un elevatissimo numero di esercizi che in diverse forme e costi offrono alla clientela cibo a tutte le ore, abbiamo voluto approfondire l'argomento.

Udite, udite, parliamo di una startup nata a Lugano nel 2013 e qui cresciuta la quale, basandosi sull'idea che ormai il futuro della ristorazione risiede nell'e-commerce e che tutti viaggiamo con il cellulare in mano, vuole sostituire la normale frequentazione al ristorante con un servizio di offerta di piatti di varie cucine a tutte le ore, portati da fattorini esperti e rapidi direttamente sul desco di casa nostra.

La citata compagnia non è la prima che opera con questa filosofia e, visto che oggi sempre di più il cliente ama starsene tranquillo nella sua "casa dolce casa", il business dei pasti a domicilio è in crescita!

Ne parla molto approfonditamente la cronaca recente e, aggiungono gli esperti, il trend di queste attività definite con terminologia inglese "food delivery" è in forte espansione.

Se oggi la clientela principale per le grosse aziende tipo foodora, Just Eat, Deliveroo è ancora il privato cittadino che non ha voglia di cucinare e ordina da casa, il futuro sarà la richiesta che arriva dall'ufficio e guarda a conquistare i dipendenti, i manager e i professionisti che non gradiscono la folla del mezzogiorno.

La tendenza è in atto da tempo su altri mercati, USA e UK in primis, e sarebbe interessante capire cosa sta succedendo nella Svizzera italiana.

Noi abbiamo una realtà ancora abbastanza ferma su un'offerta tradizionale di cucina al ristorante con prodotti del territorio serviti in modo classico, e preferiamo uscire dall'ufficio in quella che definiamo "pausa pranzo", ma è certo che qualcosa sta cambiando nelle abitudini di lavoro e nei ritmi della nostra quotidianità.

Sempre di più si consuma meno a mezzogiorno, spostando sul tardo pomeriggio cibi e bevande con varie formule e quindi anche ricercando sempre nuove offerte gastronomiche diverse da quelle della tradizione.

Basta vedere alcuni nuovi esercizi che hanno offerte centrate su mono-piatti, e parlo di hamburgerie, di birrifici, di chocolate food, di pesce, di panini giusti, eccetera, eccetera!!

Una cucina di grande qualità con varietà di piatti non basta più ad attirare la clientela?
Sicuramente essa va abbinata a tutta una serie di altre offerte che spaziano dalla "location", vedi Aqua a Sorengo, alla "complementazione" con musica, spazi nuovi, attrazioni, non dimenticando il servizio a tavola e il concetto di accoglienza, quello che porta oggi i grandi chef in sala.

L'interesse di Amazon per questa attività di "home delivery" rappresenta una grossa conferma della futura espansione di tali servizi: Meal Kits, ultima creatura quotata in borsa a NY da Amazon che dichiara "We do the prep. YOU be the Chef", ha sconvolto la concorrenza che assiste all'entrata di Amazon anche nei grandi supermercati della catena Whole Foods Market, permettendo al gigante di avere ampia disponibilità di cibi pronti ad ottimi prezzi.

E concludo pensando a quegli chef casalinghi che, approfittando dei Kits Amazon, si vanteranno della loro cucina fatta in casa con meraviglia dell'ospite!

A cura di Paolo Grandi, sociogastronomo

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