27.08.2026
Assicurazioni raccolto, 2 milioni nel 2025
Gli eventi climatici estremi hanno smesso di essere eccezioni isolate e la loro frequenza crescente ha trasformato la gestione del rischio in una voce di bilancio ordinaria per chi coltiva, tanto che dal 2025 la Confederazione ha scelto di partecipare finanziariamente ai premi delle assicurazioni per il raccolto che coprono i rischi su vasta scala, ossia la siccità e il gelo.
I primi dati, pubblicati ora dall'Ufficio federale dell'agricoltura e riferiti all'anno di avvio dello strumento, raccontano di un'adesione tutt'altro che timida: 2'494 aziende agricole hanno presentato domanda di riduzione del premio, per un totale di circa 2 milioni di franchi erogati attraverso gli assicuratori, su una superficie agricola utile assicurata di 48'486 ettari.
La riduzione media si attesta attorno agli 800 franchi per azienda, una cifra che non ribalta un conto economico ma che abbassa la soglia oltre la quale l'assicurazione viene percepita come un lusso rinviabile.
Il punto, per chi si occupa di vino e di tavola, è meno contabile di quanto sembri.
Le gelate primaverili e le estati sempre più asciutte colpiscono con particolare violenza le colture perenni, dalla vite ai frutteti, dove la perdita di un'annata non si recupera cambiando semina l'anno successivo e dove il danno si somma allo stress idrico che indebolisce le piante per le stagioni a venire.
Una copertura assicurativa non impedisce alla brina di posarsi sui germogli né fa piovere, però evita che una singola annata storta comprometta la continuità di un'azienda, e la continuità delle aziende è esattamente ciò che tiene in vita i prodotti regionali che finiscono poi in bottiglia e nel piatto.
Resta aperta la questione di fondo: fino a che punto lo Stato debba farsi carico di un rischio che il clima rende strutturale e non più occasionale.
I dati completi del primo anno di attuazione sono consultabili sul nuovo Portale dati dell'UFAG.
Articolo a cura della Redazione.