24.08.2026
Siccità, il bio può comprare convenzionale
L'estate 2026, segnata da una siccità che ha colpito tutto il Paese, ha ridotto in modo pesante la resa dei foraggi grezzi, cioè erba, fieno e insilati, che sono la base dell'alimentazione di mucche, capre e pecore.
Per chi lavora in regime biologico il problema è doppio, perché le regole impongono di nutrire gli animali con foraggio a sua volta biologico, e quest'anno sul mercato se ne trova poco, a prezzi che salgono man mano che le scorte si assottigliano.
Per questo l'Ufficio federale dell'agricoltura ha attivato una deroga già prevista dall'ordinanza sull'agricoltura biologica: fino alla fine dell'anno un'azienda biologica può coprire con foraggio convenzionale fino al venti per cento del fabbisogno complessivo dei suoi animali da foraggio grezzo, quantità calcolata in sostanza secca.
Nello stesso tetto del venti per cento rientra anche il pascolo su prati condotti in modo convenzionale.
La deroga è in vigore dal 24 agosto e vale per tutto il territorio nazionale, dato che le perdite di raccolto hanno interessato l'intera Svizzera e non una singola regione.
Per chi acquista, la conseguenza pratica è che latte, formaggi e carni certificati restano prodotti biologici a tutti gli effetti, perché la deroga è scritta nella normativa stessa ed è pensata proprio per le annate eccezionali, con un limite quantitativo preciso e una scadenza ravvicinata.
Senza questa valvola di sfogo molte stalle avrebbero dovuto ridurre il numero di capi, vendendo animali in anticipo e provocando un contraccolpo sull'offerta nei mesi a venire.
Il provvedimento, però, cura il sintomo e non la causa.
La domanda che il settore si porta dietro da almeno tre estati è come rendere le aziende meno vulnerabili alla mancanza d'acqua, dalla scelta di essenze prative più resistenti al calore alla gestione delle riserve idriche, perché una deroga si può concedere una volta, ma non può diventare il modo ordinario di affrontare l'estate.
Articolo a cura della Redazione.