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03.08.2026

Turismo cafone, il conto del territorio

Le immagini che a inizio agosto hanno fatto il giro dei media svizzeri, con bottiglie e lattine abbandonate sui sassi della Verzasca e mozziconi nell'acqua smeraldo sotto il Ponte dei Salti, raccontano un fenomeno che ha ormai un nome anche alle nostre latitudini: il turismo cafone, che consuma un luogo senza lasciargli nulla se non i propri rifiuti.

Va detto che la stragrande maggioranza degli ospiti si comporta in modo rispettoso e che lungo la valle non mancano i pannelli informativi né un punto di raccolta ben visibile presso il ponte: bastano pochi maleducati per intaccare l'immagine di un territorio costruita in decenni.

La novità di quest'anno è che la questione non si gioca più soltanto sul piano dell'educazione.

Dal 1° agosto 2026 l'abbandono di rifiuti è sanzionato in modo armonizzato su scala nazionale, mentre prima la materia era regolata soltanto da cantoni e comuni: fino a 100 franchi per quantità inferiori ai 17 litri e fino a 250 franchi per lo smaltimento illecito di volumi maggiori.

Il tema tocca da vicino anche la ristorazione, perché la giornata tipo del visitatore mordi e fuggi prevede spesa al supermercato a valle, pranzo al sacco sulle rocce e ripartenza in serata: nessun tavolo occupato in un grotto, nessuna bottiglia di Merlot ordinata e, in compenso, posteggi intasati e sacchi da smaltire a spese della collettività.

Il problema non sta nel numero di ospiti, bensì nella qualità del loro passaggio.

Altrove si è già intervenuti, da Iseltwald con il tornello a pagamento sul pontile fino all'Oeschinensee, dove l'afflusso viene incanalato e regolato a monte, mentre in altre località dell'Oberland bernese personale dedicato spiega sul posto le regole del buon comportamento evitando il tono moralista.

La via svizzera resta quella della crescita qualitativa: chi si ferma a mangiare e a bere dove si trova lascia molto più di un'impronta.

Articolo a cura della Redazione.

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