05.08.2026
Agrumi importati: 3% di non conformità
Nell'ambito del programma prioritario di controlli approfonditi alla frontiera 2025, il Laboratorio cantonale ha analizzato 34 campioni di agrumi provenienti da regioni extraeuropee ad alta suscettibilità alla Citrus Greening Disease.
Il programma è coordinato dall'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) in collaborazione con l'Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC).
La malattia, nota anche come huanglongbing, è causata dal batterio Candidatus Liberibacter spp. ed è trasmessa da insetti vettori del gruppo delle psille.
Non esiste una cura: gli alberi infetti producono frutti piccoli, asimmetrici e amari, e nel giro di pochi anni deperiscono.
Nei paesi colpiti la difesa si concentra quindi sul contenimento dell'insetto vettore, con trattamenti ripetuti che possono lasciare tracce sui frutti.
Da qui l'interesse di un monitoraggio mirato.
Il tasso di non conformità è risultato del 3%.
Un solo campione, un pomelo, ha superato il limite massimo di residui (LMR) fissato dall'OAOVA per il propiconazolo, un fungicida triazolico la cui approvazione non è stata rinnovata nell'Unione europea, con revoca delle autorizzazioni dal giugno 2019.
In 32 campioni sono stati rilevati da 1 a un massimo di 8 principi attivi, tutti entro i limiti di legge.
La compresenza di più sostanze non costituisce di per sé un'infrazione, ma è un dato osservato con attenzione, perché gli LMR sono fissati sostanza per sostanza.
Nel complesso l'esito è rassicurante e coerente con le campagne precedenti sull'ortofrutta d'importazione.
Il Laboratorio cantonale ritiene comunque giustificato proseguire il monitoraggio dei residui di antiparassitari nei prodotti provenienti da paesi extraeuropei.
Per chi cucina resta valida la regola di sempre: quando si utilizza la scorza, meglio scegliere agrumi non trattati o lavarli accuratamente, perché è nella buccia che i residui si concentrano.
Articolo a cura della Redazione.