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14.05.2026

Campi svizzeri: futuro servito in tavola

Nel 2025 la campagna svizzera non perde la sua anima, ma cambia passo; meno aziende, campi più ampi, più biologico nei terreni e colture in crescita raccontano un Paese agricolo in movimento: dietro i numeri dell'Ufficio federale di statistica si intravede una tavola che cambia.

Le aziende agricole sono scese a 46'270, l'1,7 per cento in meno rispetto all'anno precedente, mentre la dimensione media è salita a 22,5 ettari.

È il segno di una concentrazione silenziosa e di investimenti più impegnativi.

Ma il dato più interessante, per chi osserva il cibo dal solco al piatto, è che il biologico arretra nel numero di aziende e avanza nella superficie: 192'300 ettari, pari al 18,5 per cento della superficie agricola utile nazionale.

È una notizia che parla alle dispense.

Crescono barbabietola da zucchero, colza, soia e ortaggi biologici, mentre l'orticoltura raggiunge 13'400 ettari.

Berna, Zurigo e Argovia rafforzano il loro ruolo di giardini produttivi.

Anche le patate tornano sopra gli 11'000 ettari per la prima volta dal 2018: un dettaglio tecnico, perché in Svizzera il tubero resta materia identitaria, dai rösti alle ricette alpine.

Il cambiamento si legge anche nelle stalle.

Le vacche da latte continuano a diminuire, ferme a 524'400 capi, in un contesto di tensioni internazionali e sovrapproduzione.

È una contrazione che interroga il futuro di latte, burro e formaggi, pilastri dell'immaginario gastronomico elvetico.

Al contrario, il pollame cresce: aumentano galline ovaiole e polli da ingrasso, e un quinto dei polli da ingrasso è biologico.

La fotografia del 2025, pubblicata dall'Ufficio federale di statistica il 12 maggio 2026, non racconta un'agricoltura in ritirata, ma una filiera che seleziona, si specializza e cerca nuovi equilibri.

Il gusto svizzero del futuro potrebbe nascere qui: aziende più grandi, più superfici biologiche, orti più estesi e allevamenti ridisegnati.

La sfida, per produttori e cuochi, sarà trasformare questa transizione in qualità percepibile: cereali ritrovati, oli locali, ortaggi di prossimità, carni più consapevoli.

Articolo a cura della Redazione.

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