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03.05.2024

Il gusto di luce

Il "gusto di luce" è un fenomeno che deteriora notevolmente la qualità del vino e che si verifica quando le bottiglie vengono esposte a intensi raggi ultravioletti (UV).

Tali radiazioni interagiscono con alcune sostanze presenti nel vino, come aminoacidi e solfiti, e generano composti sgraditi come il solfuro di dimetile, dal caratteristico odore di uova marce o di cavolo bollito.

Per mitigare questo problema, i produttori usano bottiglie di vetro colorato, specialmente marrone o verde scuro, per filtrare i raggi UV dannosi; i vini sono inoltre tenuti in ambienti dove l'esposizione alla luce è minimizzata.

È dunque cruciale che i consumatori evitino di conservare il vino in luoghi direttamente esposti alla luce solare o a quella artificiale intensa per periodi prolungati, in modo da preservarne la qualità e da assicurare un'esperienza di degustazione ottimale.

L'esposizione alla luce può inoltre alterare significativamente il colore del vino, con i bianchi che virano verso tonalità marroncine e i rossi che perdono vivacità, tendendo all'arancione o al marrone.

L'uso di illuminazione a LED nelle cantine è raccomandato, poiché questa non emette raggi UV e mantiene inalterate le caratteristiche chimiche del vino.

Inoltre, variazioni di temperatura e di umidità, spesso causate dalla luce infrarossa, possono danneggiare il tappo di sughero, incrementando il rischio di ossidazione.

Articolo a cura di Alberto Bresesti per www.intelligenza-artificiale.ch.

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