15.11.2023
Dalla coppa al flute
L'evoluzione del bicchiere da spumante segue un intrigante percorso che tiene conto di tendenze di moda, aspetti pratici e tradizioni storiche.
Dalle ampie coppe del passato ai moderni e slanciati flute, ogni epoca ha lasciato il proprio segno nel modo di gustare lo spumante.
Fino agli anni '70, lo spumante era tipicamente servito in coppe, bicchieri eleganti e raffinati che, tuttavia, presentavano dei limiti: la loro forma ampia favoriva la rapida perdita delle bollicine e dell'intensità aromatica del vino.
Gli anni '80 hanno visto un cambiamento radicale con l'introduzione del flute; il design di questo bicchiere è pensato per esaltare le qualità dello spumante: la forma stretta rallenta l'evaporazione dell'anidride carbonica, mantenendo più a lungo l'effervescenza, e concentra gli aromi verso il naso, migliorando l'esperienza olfattiva.
Gli amanti del vino hanno iniziato da tempo a privilegiare una esperienza sensoriale completa, valutando non solo il gusto, ma anche l'aroma e la persistenza delle bollicine.
I produttori di spumante, a loro volta, hanno appoggiato questo cambiamento per promuovere un migliore apprezzamento delle loro creazioni.
Oggi, il flute è il bicchiere prediletto per la degustazione dello spumante, ma la ricerca nel campo non si ferma.
Alcuni esperti sostengono che bicchieri più ampi, simili a quelli usati per il vino bianco, possano ulteriormente migliorare l'esperienza di degustazione, permettendo una migliore ossigenazione e sviluppo degli aromi.
A cura di Alberto Bresesti per www.bkn.digital, società informatica svizzera.